News 14 – Comunicato Stampa del 29/01/2019

Il tema della qualità dei servizi di igiene urbana, prestati dalla ABC sul territorio del Comune di Latina, e dei costi correlati al servizio è stato oggetto di numerose considerazioni svolte sulla stampa locale negli ultimi giorni. In particolare hanno trovato spazio analisi sul nuovo Piano Industriale, adottato dall’Azienda ed inviato all’Amministrazione Comunale di Latina per la necessaria preventiva approvazione.

Prima di addentrarci sugli aspetti programmatici e sul nuovo Piano Industriale l’Azienda sente però l’esigenza di rimarcare alcuni risultati oggettivi che, in fase di elaborazione del Bilancio Consuntivo dell’esercizio 2018, è bene vengano esplicitati perché indicativi di un percorso virtuoso intrapreso.

Il gettito TARI, ossia il fabbisogno economico per la copertura di tutti i costi correlati al servizio di igiene urbana, nel passaggio dal 2017 al 2018 è diminuito, seppur di poco. Questo significa che la tariffazione sui cittadini di Latina non è aumentata, pur in presenza di un incremento della produzione totale di rifiuti nell’anno.

Il Piano Economico Finanziario del 2017 esponeva infatti un valore di 25,883 milioni di Euro mentre quello del 2018 si è attestato a 25,878 milioni di Euro. Il trend positivo peraltro è confermato anche dalle elaborazioni – al momento in corso e dunque non definitive – del Piano Economico Finanziario dell’esercizio 2019 in cui, con molta probabilità verrà esposto un fabbisogno ancora in diminuizione.

Allo stesso tempo, nel periodo in osservazione, il quantitativo di rifiuti prodotti, e dunque avviati a recupero e trattamento, è però cresciuto. In particolare di oltre 1,211 milioni di chili nel passaggio dal 2017 al 2018. Azioni di razionalizzazione della spesa e di ottimizzazione dei servizi hanno quindi consentito di mantenere invariato il costo del servizio, pur in presenza di considerevoli incrementi dei volumi di rifiuti da gestire. La ABC ha, per così dire, dovuto lavorare di più, per effetto dell’aumento della produzione di rifiuti, ma non ha registrato costi maggiori.

L’indice di raccolta differenziata raggiunto nel 2018 è stato poi pari al 24% – con punte del 26% pur in presenza del richiamato aumento dei rifiuti prodotti – mentre il 2017 si è chiuso al 23%. Il quadro che emerge sul lavoro svolto nell’ultimo anno dalla ABC e dal Comune di Latina, come evidente a tutti, non è affatto negativo.

Ovviamente, un’azienda che eroga servizi pubblici essenziali, quali appunto quelli correlati al ciclo dei rifiuti, non può non dotarsi di strumenti pianificatori e programmatici che le consentano di traguardare ambiziosi obiettivi ambientali ed economici, oltre che conformi alla norma.

L’incremento delle quantità di rifiuti da avviare a recupero e riciclo, la corrispondente riduzione dei flussi di rifiuti da avviare a smaltimento, la contrazione di costi della produzione, l’innalzamento della qualità dei servizi prestati devono essere negli orizzonti programmatici della nostra Azienda. E’ un percorso lungo, pieno di difficoltà ma assolutamente alla nostra portata e il Piano Industriale è lo strumento di pianificazione attraverso il quale attuare gli obiettivi dell’Amministrazione Comunale di Latina.

Si è sostenuto sulla stampa locale che il Piano Industriale adottato dal CdA della ABC stravolga la volontà licenziata dal Consiglio Comunale, che occorrerebbero oltre 20 milioni per gli investimenti e che vi sarebbe un rischio sulle ricadute economiche del servizio.

Nulla di più sbagliato.

Il Piano Industriale adottato dal CdA della ABC, come più volte ribadito, è necessariamente “diverso” da quello precedente. Gli obiettivi sono comuni – raggiungere livelli elevati di raccolta differenziata e migliorare la qualità dei servizi prestati ai cittadini – ma la modalità attraverso cui dovranno essere raggiunti sono diversi.

La volontà del Consiglio Comunale era, ed è tuttora, quella di far sì anche il Comune di Latina si possa allineare alla migliori pratiche di gestione rifiuti e, attraverso l’avvio della raccolta differenziata porta a porta spinta, possa raggiungere gli obiettivi che anche la comunità europea richiede e cioè, attraverso il sistema della differenziata, arrivare al recupero delle varie materie prime seconde.

Per raggiungere questi obiettivi bisogna operare investimenti, rivedere il modello organizzativo dei servizi, comunicarlo ai destinatari e modificarne le abitudini per raggiungere risultati certi e tangibili in un orizzonte temporale congruo.

Nella precedente versione del Piano gli impegni finanziari per l’avvio del servizio erano stati stimati pari a circa 18 milioni di euro, di questi 12 sarebbero stati coperti attraverso l’accensione di un mutuo e circa 6 milioni con altre forme di finanziamento (leasing, noleggio e altro).

Il nuovo Piano Industriale prevede modalità di reperimento delle risorse finanziarie simili, espone un fabbisogno di investimenti in mezzi ed attrezzature di 17 milioni di euro mentre un complessivo totale pari a circa 20 milioni di euro, ma individua un orizzonte temporale più congruo all’interno del quale attuare le previsioni progettuali.

Il nuovo Piano Industriale inoltre garantisce il contenimento del fabbisogno economico annuo del servizio entro i valori dell’attuale Piano Economico Finanziario. Quindi, ancora una volta, nessun incremento di tassazione, solo una più corretta destinazione delle risorse a favore dell’avvio a recupero dei materiali e non del solo smaltimento.

Il Piano prevede, da ultimo, che la gestione della riscossione della tariffa sarà effettuata direttamente dall’Azienda – come peraltro stabilito dalla legislazione nazionale (L. 147/2013. art. 1, c. 668) e da quella Regionale.

Anche su questo punto, esperienze ormai consolidate in contesti nazionali del tutto analoghi al nostro, dimostrano che l’attivazione della tariffazione puntuale, oltre a determinare un netto incremento degli indici di raccolta differenziata, produce una riduzione della quantità di rifiuti immessi nel ciclo urbano dai cittadini ed un ampliamento della base imponibile dei contribuenti, con il conseguente risultato di un innalzamento del gettito TARI anche a fronte di politiche tariffarie immutate.

Con l’approvazione del nuovo Piano Industriale ci si attende quindi, come avvenuto altrove, un incremento della raccolta differenziata, un aumento del numero di contribuenti ed un conseguente mantenimento delle attuali tariffe al singolo cittadino, anche in presenza di un netto miglioramento della qualità dei servizi prestati.

In conclusione, alla luce delle considerazioni qui brevemente esposte, visto il Bilancio preconsuntivo 2018 che presenta un utile di esercizio, avendo licenziato il Bilancio Previsionale del 2019 con la conferma di risorse per il raggiungimento di risultati positivi, possiamo affermare, senza tema di smentita, che ABC non è affatto “allo sbando”.

                                                                                                                                     Il Presidente

Dott. Demetrio De Stefano